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Sabato, 25 Ottobre 2014 10:24

Vittorio Corsini: reaching the landscape

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Vittorio Corsini: reaching the landscape - 5.0 out of 5 based on 2 reviews

Galleria Alessandro Bagnai, Piazza Goldoni, Firenze. Dal 18 ottobre al 20 dicembre 2014

Dall’orto di casa, dalla campagna coltivata, dal mondo diviso in paesaggi personali e collettivi, gli uomini hanno tratto sussistenza materiale e potere. Fatica e gioia di vivere, molte incertezze e altrettante sicurezze, viste nei particolari e nel tutto. Di una pianta si può prendere lo stelo per farne un palo, che infisso in terra segna un confine, e farne un bastone di comando. Anche con lo stelo di una pianta tenera, e perfino leggera come la ferula, il Lucumone si faceva uno scettro, segno regale di comando e potere. Nella parola landscape, il suffisso sta proprio per ‘scapo’, stele, palo, scettro, come in paesaggio, pangere indica l’atto di piantare un segno di confine. Un taglio in terra. Il paesaggio di Vittorio Corsini è land, terra rappresentata in quadri monocromi, ma segnati da una linea di luce che divide e indica due parti (scape), unendo il tutto, ed è anche mente, di chi con occhi poetici vede più chiaramente cose che altri appena percepiscono. Quando un’artista il paesaggio se lo porta dentro, prima ancora di rappresentarlo, lo può scrivere, ma al contrario di un geografo che segna con fatica le sue carte, Corsini segna le pendici di una montagna con un inchiostro che scorre lungo le pendici, rigando confini incerti, ogni volta diversi. E pure il fragile vetro serve a rappresentare i frutti dell’orto sulle ‘porche’ ondulate d’acciaio-specchio che un ortolano consapevole della luce ha modellato. Per Vittorio Corsini il paesaggio è racconto e conoscenza, fatto di materiali, a volte duri a volte fragili, di luce e di parole (al neon rosso), per dire che mente, parola e paesaggio non esistono se non in relazione. In questa mostra alla Galleria di Bagnai in piazza Goldoni a Firenze (uno spazio intimo e chiaro) l’artista ha preparato appositamente le opere, con materiali diversi (vetro, acciaio inox, neon luce, inchiostro, colori). Nel paesaggio di Corsini c’è sempre una casa, stavolta di vetro e appoggiata su una pendice di una montagna, scolpita nel marmo. Sghembe le pareti del monte e inclinata la casa, con gli arredi familiari, tavolo e sedie, che prima o poi scivoleranno in basso, per legge naturale. Ma intanto reggono e stanno. L’artista è in cerca del suo paesaggio, che diventa anche il nostro, alla ricerca di un connubio tra memoria e terra, tra ricordi e materiali da combinare, per ri-vederli diversi per i riflessi detttato dalla luce e dai pensieri.

Vittorio Corsini è nato a Cecina (Li) nel 1956; vive e lavora tra Firenze e Milano. Ha compiuto studi storico-artistici presso la Facoltà di Lettere Moderne all’Università di Pisa. Ha iniziato la sua attività espositiva alla fine degli anni ’80 partecipando a numerose mostre personali e collettive in musei e istituzioni pubbliche e private.

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