MdS Editore
Sabato, Aprile 21, 2018
Login Registrati

Accedi al tuo account

Nome utente
Password *
Ricordami

Viaggiare

Sabato, 26 Aprile 2014 18:57

Come sarà il campo tendato

Scritto da 
Vota questo articolo
(5 Voti)
Come sarà il campo tendato - 3.8 out of 5 based on 5 reviews
Ristorati dall'esotico pasto proseguiamo verso i monti che finora abbiamo sempre visto in lontananza con le cime coperte di neve. Strane formazioni rocciose, di colori vari, contornano la nostra strada e rendono il paesaggio più vario e interessante.

ct 1
Viaggiamo su due pulmini guidati da autisti russi.

Alla partenza ho dovuto, come sempre, dare la caccia al posto più adatto per le foto. Difficilmente si fermeranno per permettermi di scattarne qualcuna con calma, scegliendo tempi e diaframmi come insegnano i manuali e i maestri dei circoli fotografici. Unica possibilità: sperando che il vetro sia pulito, mettere la ricerca automatica del fuoco,.scegliere tempi di scatto molto brevi (1/1000 o giù di lì) e confidare nella moderna tecnologia. Una macchina cara e pesante come la mia fa questo e altro. Non verranno foto da concorso, ma andranno sempre bene per ricordare e per condividere l'esperienza del viaggio con gli amici.
pulmino
E poi io sono ingombrante!

Ho sempre con me sopra o sotto le ginocchia la borsa della macchina fotografica strapiena di tutti i miei averi: la seconda macchina, le batterie di riserva, le schede di memoria, il passaporto, i biglietti dei voli, cuffie da doccia, filo di ferro plastificato, penne, posate...

Lo zainetto contiene cibarie sottratte al tavolo della colazione (leggi: uova sode o toast con burro e marmellata...) o portate direttamente dall'Italia (in particolare i tubetti di latte condensato; quello che ho salvato dal controllo dei bagagli a mano dove lo sequestrano regolarmente come materiale per attentatori!!!). La bottiglietta dell'acqua avvolta nella mitica sciarpa di lana rossa che la mantiene fresca anche nei climi più infernali. La sciarpa rossa, come quasi tutte le mie cose, ha un doppio uso: banalmente può servire anche per proteggermi dal freddo... Il carica batterie universale per telefonini e macchine fotografiche da collegare all'accendisigari del veicolo. Le medicine per le situazioni di emergenza. Un impermeabile di plastica leggera. Salviette umidificate e, non ultimo, la carta stradale che ogni tanto condivido con i compagni di viaggio.
Mappa 1 La giacca a vento di piuma d'oca trasformata in cuscino attutisce benissimo gli scossoni dovuti alla strada sterrata, ma invade regolarmente il posto della mia vicina. Sarà utile per la notte nella yurta. Quella argentea, più leggera, a portata di mano, mi permetterà di uscire rapidamente dal pulmino per scattare foto irripetibili senza il rischio di prendere un malanno. Se di giorno a Bishkek (700 metri sul livello del mare) faceva molto caldo ora siamo quasi a 2000 e stanotte dormiremo oltre i 3000!
ct 13

Dopo un piccolo passo molto suggestivo scendiamo in una valle verdeggiante. Il fieno è stato falciato da poco e disposto in ordinati mucchietti.
ct 00 Lungo la strada le persone ci guardano. Non sono abituate ai turisti. La moschea argentea ci informa che sono di religione mussulmana. Strani cimiteri abbandonati costeggiano la strada.

ct 01
Mano a mano che saliamo verso un altro passo il paesaggio si fa sempre più brullo.
ct 29
Mandrie di cavalli sostano lungo la strada. Quando passiamo si scostano impauriti. Abbiamo disturbato il loro pasto pomeridiano. Greggi di pecore sorvegliate dal pastore a cavallo brucano l'ultima l'erba della tiepida estate montana.
ct 00
Quando non sono impegnata a scattare foto il mio pensiero corre al campo tendato che ci attende per la notte. Non credo di essere la sola ad essere preoccupata.

«Non ho potuto chiedere informazioni alle mie amiche. A loro "era stato risparmiato". Devo dire che questa frase non mi piace. Dormire in campo tendato è un'esperienza che ripeto molto volentieri. Basta che mi garantiscano che ci siano le condizioni ché non sia traumatizzante. Le sensazioni che si provano variano da viaggio a viaggio, da paese in paese .In un posto come questo mi aspetto di svegliarmi la mattina nel più assoluto silenzio. Uscire assonnata e infreddolita dalla tenda. Vedere capre, pecore, mucche e forse qualche yak brucare indisturbati nei prati umidi poco distanti da me. Vicino alle yurte dai comignoli fumanti gli uomini si preparano ad uscire a cavallo per condurre le greggi in pascoli ancora non sfruttati. I cani attendono ordini accovacciati sul prato.

Come forse avrete capito in materia di campi tendati ho molta più esperienza delle mie amiche:

La prima volta in Mali... Ma questa è un'altra storia che vi racconterò.

Poi in Libia: tenda con veranda calda e confortevole.
Senza titolo-23
Gabinetto personale. Esterno. Lontano. 100metri da fare al buio con i piedi nella sabbia e la giacca a vento pesante sopra il pigiama. Temperatura notturna qualche grado sopra lo zero...
Senza titolo27
In Mongolia le tende si chiamano Gher. Sono più spartane delle yurte kirghize e kazache. Hanno per sostegno la stessa intelaiatura pieghevole di legno verniciato di rosso (come quella verde che noi usiamo per i rampicanti). La struttura lignea e il feltro che la ricopre possono essere facilmente arrotolati e caricati su un camion. Una volta per il trasporto venivano usati cavalli o cammelli dal pelo lungo. All'interno i mobili e una stufa di lamiera con la canna fumaria che attraversa il soffitto di panno.
Gher 1Mancano i teli ricamati a punto catenella che, come avete potuto vedere nelle foto del pranzo, ricoprono le pareti delle yurte di questo paese. In Mongolia i servizi igienici erano ben organizzati. Bagni e docce in muratura. Paragonabili a quelli dei nei nostri campeggi, da me mai frequentati. Puliti e ordinati. Come in Libia molto distanti dalle gher. La notte, nel tornare a letto, era facile perdersi nei vialetti che attraversano il campo o sbagliare indirizzo assorti a contemplare l'immenso cielo cosparso di stelle palpitanti.»
Letto 6220 volte