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Necessità movimento

Lunedì, 26 Agosto 2013 12:48

Balletti

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Balletti - 5.0 out of 5 based on 2 reviews

Si scuote.

Si muove sinuosamente ondeggiando i fianchi a ritmi che spaventano. Strappa le menti a Morfeo e ne deporta gli animi sul treno dell’Acheronte, consegnandoli nelle grinfie di Ade. Intrappolate le menti in stanze che tuonano e atterriscono. Buio, sgomento, inutilità dell’essere macchina pensante; consapevolezza di poter rimanere spezzati dalla fisiologica, inarrestabile necessità di movimento di nostra Madre Terra.

Così, l’altra notte è accaduto che moti ondulatori di placche tettoniche hanno interrotto i tempi degli abitanti della Sicilia nord orientale. Noi dell’Etna credevamo si trattasse delle bizze capricciose del Mongibello ma, stavolta, non era sua la colpa! Alle di Lei danze ci siamo abituati e raffrontandole a scosse di altra origine sospiriamo allegramente. Non che Le si voglia umiliare la potenza- per carità!- ma diciamo che finora -pronunciatelo con umile silenzio- la Signora si è esibita in colate più che in balletti: anaconde di magma rovente che soffocano prima di ardere qualsiasi essere le ostacoli (si fa per dire, “ostacoli”!) il cammino lento, preciso, devastante.

E La veneriamo in modo incondizionato!

Eppure tutti ci chiedono se abbiamo paura a vivere al Suo cospetto, come facciamo a dormire sereni, quale follia ci ha spinti a costruire case attorno a un pericolo così grande. Ancora, però, non hanno capito quanto siano sciocche queste considerazioni: il territorio italiano è quasi tutto perennemente a rischio terremoti! E se non sono i movimenti tellurici o il magma a causare disastri c’è il temporale di turno, la grandine, le tempeste di vento, le esondazioni dei fiumi e…volete che continui?

Almeno, se l’Etna ci “disturba” ogni tanto possiamo sentirci meno colpevoli rispetto agli altri disastri: se il cielo si arrabbia è praticamente tutta colpa nostra! Usurpatori di spazi, approfittatori di meraviglie, ingordi e consumisti che non siamo altro. E poi ci piangiamo le conseguenze. E non possiamo ribattere! Nessun tribunale, terreno, darwiniano o divino, ci assolverebbe! 

Non sono un’esperta ma credo che, invece, forse, in quanto genere umano possiamo sentirci meno responsabili riguardo ai terremoti: o no?

Tuttavia, responsabilità o meno, una cosa è certa: al nostro pianeta piace “scotolarsi”; necessita di ritmi che gli diano energia sempre, incontrollabilmente. È fisiologico! Come per me! (ve l’avevo detto io che ci dobbiamo muovere!)

Spesso le sue mosse sono degne del KGB, segrete e misteriose come agenti della CIA; altre repentine e subdole, velenose come vipere e, ogni tanto, rumorose e assordanti da spaccare i timpani, i corpi.

Scontro violento di placche nemiche che per secoli hanno studiato l’una le mosse dell’altra, si sono avvistate, sfidate e avvicinate, fin quando il momento di sguainare le spade è giunto, l’attacco è sferrato e nessuno ha più scampo. Furia brutale che polverizza pensieri, ambizioni e desideri prima ancora di annientare il tutto. E poi, come accade a noi poveri, inermi essere umani, succede che dalla guerra nasca l’amore.

E smeraldo divampa tra le rovine.

Vita nuova.

 

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