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Il Paiolo Magico

Martedì, 12 Agosto 2014 12:41

Sei mai stato nelle Marche? (parte seconda) L'orto:croce e delizia

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Sei mai stato nelle Marche? (parte seconda) L'orto:croce e delizia - 3.8 out of 5 based on 6 reviews

Nella mia vacanza marchigiana ho avuto l'opportunità di poter mangiare ogni giorno frutta e verdura freschissima raccolta quotidianamente dall'orto di Dario.

Chi è Dario? Ottima domanda, oltre ad essere colui che mi ha ospitato è colui che mi ha permesso di gustare i migliori prodotti che la terra ci possa donare.

Anche noi della MdS Editore abbiamo parlato molto di orti grazie alla collaborazione con Emilio Bertoncini; orti nati per insegnare ai ragazzi, orti nelle carceri, nei terrazzi e nei ristoranti, ma io oggi vi vorrei descrivere brevemente il classico orto e frutteto della tradizione.

Sia ben chiaro io ne parlerò solo ed esclusivamente come una profana, mai mi sognerei di dire cosa fare o non fare a qualcuno...

Per prima cosa confesso che gli orti hanno la capacità di tranquillizzarmi, eppure sono fonte di grandi fatiche per coloro che li lavorano. A ben vedere l'orto può essere fonte di mille ispirazioni e soprattutto di una grande morale, non importa in quanto tempo una cosa possa prendere vita, grazie all'impegno, alla volontà e all'amore nasceranno dei frutti che potranno essere raccolti.

 

Troppo poetica e sdolcinata??? Va bene, passo a parlare di carciofi e melanzane.

La vita dei campi inizia presto al mattino, ed inizia ancora prima se un uomo da solo riesce a gestire un orto, una vigna, il frutteto e gli ulivi. Ecco perché vi dicevo che la mia permanenza è stata fantastica, tutto a parte la carne proveniva dal lavoro di Dario e Lory, uova fresche alla mattina, il vino della sera, l'olio per condire la pomarola per la pasta, la frutta e la verdura. Nel campo ho fatto qualche fotografia che troverete a fine racconto; melanzane, pomodori di vario tipo dai canestrini ai San Marzano, peperoni, carciofi (quelli piccolini che poi vengono sapientemente messi sott'olio) zucchine favolose, cipolle, aglio, sedani e fragole, insomma tutto quello che potete trovare dalla frutta&verdura sotto casa vostra, ma queste in più hanno l'enorme vantaggio di essere sane, senza pesticidi o prodotti dannosi per la salute.

Una volta entrata nel frutteto non sapevo più dove guardare, enormi piante cariche di frutta mi osservavano invitandomi a non fare fotografie ma a mangiare i loro frutti (cosa che ho fatto). Albicocche, pesche gialle, saturnine, nespole, nespole giapponesi, pere, e more di gelso. Quest'ultima a dire il vero non si trova nel frutteto ma è una pianta enorme che domina la vigna poco più sotto, mai in vita mia avevo mangiato questo frutto e ne sono rimasta estasiata.

E pensare che questa era una pianta presente nelle campagne italiane, solitamente il gelso viene accomunato solo alla produzione dei bachi da seta ma in realtà il suo frutto era radicato nella nostra tradizione da secoli, persino Ovidio nelle sue Metamorfosi ne fece cenno, Piramo e Tisbe, due amanti contrastati dalle loro famiglie, morirono sfortunatamente ed il loro sangue cadde sotto il gelso trasformando le sue bacche da bianche a rosse. Nella vigna invece il nostro Dario ha piantato qua e la delle rose un po' come viene fatto in una famosa vigna toscana, oltre ad essere bellissime ci hanno anche permesso di produrre un ottimo rosolio in quei giorni di villeggiatura. Ed è proprio di liquori che vorrei parlare, un tempo tutti ne producevano a casa, mentre oggi sono molto difficili da trovare. Siamo invasi da rum, gin, whisky, ma il vecchio nocino chi lo fa più? E il liquore di nespole, di arance???

La storia ci insegna che i liquori si sono diffusi come vere e proprie bevande solo a partire dal 1500, prima infusi ed elisir avevano origine da esperimenti che guardavano alla cura di malattie o alla scoperta degli elisir di lunga vita, con la moderna chimica però il lavoro affascinante degli alchimisti è andato perduto e con questo anche quella continua ricerca di sapori e gusti che ci portiamo dietro da molti secoli.

Il Nespolino ad esempio, può essere fatto a casa grazie alle nespole giapponesi, questi alberi sono ancora molto diffusi nella nostra campagna, forse perché un tempo gli uomini erano soliti omaggiare alcune donne con i rami fioriti di questa pianta (“alcune donne” e non tutte perché si dice che i fiori del nespolo vadano regalati solo a donne particolarmente virtuose).

Un ricetta molto veloce per poterlo preparare è questa:

15 nespole intere e belle fresche

1 litro di alcol al 90°

15 noccioli di pespole pestati

600 grammi di zucchero

procurarsi un vaso con chiusura ermetica, inserire le nespole intere, i noccioli ben pestati e l'alcol chiudere ermeticamente e lasciare a macerare per due giorni.

Passato il tempo necessario far bollire 40 centilitri di acqua e far sciogliere lo zucchero, una volta che questo sciroppo si sarà freddato inserirlo nel vaso contenente le nespole e chiudere nuovamente in maniera ermetica lasciando riposare per altri due giorni.

Alla fine si dovrà spremere molto bene attraverso una tela il composto che è rimasto a macerare nel vaso e lasciare a riposo per un giorno intero, dopo di che come ultimo passaggio filtrare nuovamente il liquore attraverso la tela ed imbottigliare. Si dovrà avere cura di chiudere molto bene le bottiglie che potranno essere consumate due mesi dopo.

Per quanto riguarda il rosolio moltissime sono le ricette che potrete trovare ed anche in questo caso vi darò la più rapida ed efficace:

40grammi di petali di rose profumate e completamente prive concimi o fertilizzanti

1 chilo di zucchero

1 litro di acqua

1 litro di alcol a 90°

 

in un mortaio pestare le rose con 100 grammi di zucchero e mettere a macerare con l'alcol per dieci giorni in un contenitore a chiusura ermetica. Passati i giorni necessari, fare con acqua e zucchero rimasto uno sciroppo da aggiungere al composto di rose ed alcol, mescolare bene e tappare nuovamente per dieci giorni ricordandovi di agitare ogni tanto il vaso, quindi filtrare. Il rosolio potrà essere imbottigliato e tappato. Si potrà consumare subito ma sarebbe meglio aspettare almeno un mese.

Spero come sempre di avervi dato qualche ricetta interessante e di aver stimolato in voi la voglia di riscoprire sapori genuini. Non tutti possono avere la possibilità ed il tempo per curare un orto ma tutti dovremmo per il nostro bene spendere energie per trovare il cibo migliore da consumare.

A presto care streghette e stregoni, io vado a piantare il più bel regalo di compleanno che potessi ricevere, un ciliegio.  

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