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La Pozione Lunedì, 01 Aprile 2013 19:40

Girolamo Frescobaldi secondo Sandro Ivo Bartoli

Scritto da  Paolo Bartalini & Serena Donati
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Girolamo Frescobaldi secondo Sandro Ivo Bartoli - 5.0 out of 5 based on 5 reviews

Lo scherzo, il capriccio, parte dalla data, dalla nascita legata a un luogo che proprio oggi festeggia la sua ricorrenza più importante, quella della fiera paesana: le bestie a brucare l’erba del campo sportivo, le file di banchi a perdita d’occhio coi torroni e le liquirizie, in risalto i lecca-lecca colorati, l’odore di fritto dei bomboloni e quello del forno, della torta coi bischeri, mentre da lontano s’alzano i dischi volanti di piazza Garibaldi.

D’accordo, fin troppo facile smascherarci: il primo lunedì d’Aprile dell’era digitale non può essere come i colori chimici delle polaroid, come il bianco e nero virato senape degli albi di famiglia; anche le giostre s’aggiornano e s’allontanano dal centro, le bestie se ne sono andate da un pezzo e a dire il vero non c’è più neanche un filo d’erba all’ex campo sportivo, ormai trasformato in parcheggio e “parco letterario” intitolato al nostro compaesano più illustre: Antonio Tabucchi.

È come se fosse oggi - primo Aprile – ma in realtà è stato poco più d’una settimana fa che abbiamo risposto al richiamo delle celebrazioni per l’anniversario della scomparsa di Tabucchi, in programma le letture dalla raccolta di racconti “Sogni di sogni”. E abbiamo preso treni, aerei, percorso strade ripidissime che scendono dalle montagne, tutto questo per ritrovarci insieme in un ideale punto di partenza, al teatro Olimpia di Vecchiano. Perché l’abbiamo fatto?

Ecco, c’è pure Sandro Ivo Bartoli, omonimo del nonno, per noi semplicemente Sandro, musicista di calibro internazionale, uomo libero. Anche lui un giorno degli anni ottanta – manco a dirlo, proprio il giorno della fiera – si sarà ritrovato a combattere per rimanere in aria nel momento esatto in cui la giostra dei dischi volanti si ferma: se stai fermo anche tu non hai speranza ma se giri vorticosamente il timone della navicella spaziale puoi sperare di beccare gli altri alieni col laser e di non farti accecare; Sandro ce l’avrà fatta o molto più probabilmente si sarà sgonfiato, una volta a terra magari avrà deciso di tentare un altro volo, tenendo conto che la fiera del paese è il giorno feroce dell’effimero e del sogno.

Discografia ricchissima, esecuzioni memorabili da pianista solista e concerti con alcune tra le orchestre più prestigiose del mondo: che altro aggiungere? In fondo il suo CV si trova pure su wikipedia. Quella di Sandro Ivo Bartoli è la storia di un viaggio, di giorni, mesi, anni di passione, di amore per la musica, di lavoro durissimo, d’impegno, di studio e di vita: dai paesi Scandinavi agli Stati Uniti, all’Inghilterra per toccare finalmente di nuovo la Toscana, una casa sulle montagne di Zeri dove Sandro adesso vive insieme alla moglie, la celebre violinista canadese Debra Fast.

Il giorno di due cocenti sconfitte a scopone, che la memoria traditrice ricondurrà fatalmente a oggi – primo d’Aprile del 2013 – alla casa del popolo di Vecchiano passano di mano caffè corretti, ovetti freschi appena deposti dalle galline dei presenti, un libro e anche un cd, l’ultimo della discografia di Sandro Ivo Bartoli: “The Frescobaldi Legacy”.

In questa incisione del Novembre 2012 è protagonista indiscusso Girolamo Frescobaldi, maestro del Rinascimento e grande innovatore dello stile a tastiera strumentale.

Frescobaldi può essere considerato il primo "indipendentista" della musica strumentale, precedentemente subordinata alle esigenze di quella vocale: la musica si libera finalmente anche su un piano affettivo, in cui le emozioni seguono una ricchezza di virtuosismi vocali affidati agli strumenti; nelle toccate e partite sono inserite numerose fioriture affidate a trilli, abbellimenti, scale ascendenti e discendenti intervallati da momenti accordali.

Sandro ci accompagna nella riscoperta di questa eredità d’importanza assoluta attraverso un viaggio nel mondo di compositori del XX secolo che – secondo il proprio stile e la propria sensibilità – hanno trascritto o dedicato opere per pianoforte a Frescobaldi: si parte da Respighi, passando per Bauer, Feindberg, Bartòk, per finire con Ligeti.

L’incisione di Sandro incarna alla perfezione il pensiero dei compositori che si sono ispirati a Frescobaldi, in particolar modo la loro volontà di sottolinearne le caratteristiche innovative: ne risulta una pagina di musica delicata ma al tempo stesso determinata e incisiva, non solo dal punto di vista tecnico, che è ineccepibile, ma anche dal punto di vista musicale nella sua accezione più nobile e ampia; perché l’interpretazione di Sandro è in grado di penetrare sul piano affettivo con la stessa efficacia di una voce umana, nel più puro stile Frescobaldiano.

Ecco che - nella maturità - il discepolo si fa mentore, il viaggiatore diventa vascello per il viaggio di qualcun’altro. È questo – forse – uno dei sensi dei ritorni, una delle soluzioni possibili al punto interrogativo che abbiamo lasciato in sospeso più in alto...

Paolo Bartalini & Serena Donati

p.s. “The Frescobaldi Legacy” – lista delle opere incluse nel disco.

- Frescobaldi-Respighi: Preludio e Fuga in sol minore, Toccata e Fuga in La minore, Passacaglia.
- Frescobaldi-Bauer: Capriccio su canto del cuculo.
- Antonin Reicha: Fuga Fantasia (n° 14 da “36 Fughe per pianoforte”).
- Frescobaldi-Feinberg: Canzona, Capriccio Pastorale.
- Frescobaldi-Bartok: Toccata in sol maggiore, Fuga in sol minore.
- György Ligeti: Ricercare “omaggio a Frescobaldi” (n° XI da “Musica Ricercata”).

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