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Moi Je Joue

Venerdì, 07 Giugno 2013 18:03

Hysteria

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Hysteria - 5.0 out of 5 based on 5 reviews

L’emancipazione della donna è un tema da tempo scottante. Dalla fine del ‘700 si avvertono i primi echi di quel femminismo che farà tanta strada, ma che già bolle in pentola da un po’.

Voglio, per questa volta, soffermarmi sulla donna del 1880, che pian piano prende coscienza di sé. In senso letterale. La rivalsa femminile passa attraverso la conoscenza del proprio corpo e soprattutto la scoperta che anche la donna, come l’uomo, può provare piacere. Magari è un processo più difficile, ma si sa, non esiste nessuna femmina facile.

Mi aiuterà nel mio intento il film del 2011 “Hysteria”, di Tanya Wexler, talentuosa regista americana. È il 1880, Mortimer Granville (Hugh Dancy) è un giovane medico, un po’ troppo all’avanguardia, le sue affermazioni sull’esistenza dei germi che provocano infezioni causano il suo licenziamento da ogni clinica di Londra. Trova finalmente lavoro presso una clinica privata per donne (da un antiquato ginecologo/psicologo per intenderci), dove il dottor Dalrymple (Jonathan Pryce) cura le forme più leggere d’isteria: calma i nervi delle signore con uno specifico massaggio manuale alla natura femminile, molto lungo, che, secondo i suoi studi, riposizionerebbe l’utero e calmerebbe la paziente grazie al “parossismo” provocato dalla stimolazione. Un gran successo, ovviamente.  Ben presto, però, Mortimer, diventato socio della clinica, riscontra un  problema alla mano indispensabile per lavorare e casualmente, grazie all’aiuto del suo amico inventore Lord Edmund Saint John-Smythe (Rupert Everett), riesce a creare uno stimolatore elettrico, che riscontrerà ancora più successo. E moltissimi parossismi. Ma è Charlotte (Maggie Gyllenhall), la figlia maggiore di Dalrymple, a scuotere gli animi: stufa di vedere la donna in casa, sposata per forza con un marito che non la stimola e senza poter lavorare, si batte per i suoi diritti e fa aprire gli occhi a Mortimer.

Da qui ha inizio la liberazione sessuale femminile che porterà le donne a rivendicare sempre più diritti e libertà, portandole ormai alla parità dei sessi.

Questa commedia (romantica, anche se non sembrerebbe) porta alla luce una nuova moda, un po’ silenziosa per la verità, perché, francamente, un uomo non ammetterà mai di piangere e una donna non ammetterà mai di provare piacere da sola: mi riferisco alla moda del vibratore, quel massaggiatore elettrico portatile inventato a fine ‘800 e arrivato, sempre più tecnologico, fino ai giorni nostri sottoforma di coniglio o papera. E’ un simbolo non solo di erotismo, ma anche di rivalsa, che dimostra quanto l’uomo possa essere inutile per il benessere di una donna, che si sente ora forte e indipendente. Peccato che queste tecnologie non ci dicano anche quanto siamo belle e uniche.

Credi di essere isterica? Seguimi: pollywantsablog.com/2013/06/07/venghino-signore-venghino

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