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Moi Je Joue

Mercoledì, 21 Gennaio 2015 21:49

La teoria del tutto

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La teoria del tutto - 4.6 out of 5 based on 7 reviews

Allora, premetto che ho pianto dal primo all’ultimo fotogramma senza pudore. La luminosità degli anni ‘60, la vita universitaria, i vestiti sempre perfetti, l’amore che supera ogni barriera: non sono le sole cose che colpiscono in questo film armonioso e sofisticato.

Non sono un’esperta di astrofisica, cosmologia, fisica o quant’altro, ma ho apprezzato “La teoria del tutto” per ogni argomento trattato, dalla paura di ferire la persona amata, al dubbio sull’inizio dell’Universo. Con amore per la simmetria dell’inquadratura (non morboso come Wes Anderson), per lo stile british, per i primi piani che fanno emozionare, James Marsh ha diretto in modo esemplare una pellicola raffinata, che tratta la vita dell’astrofisico più commerciale del mondo, Stephen Hawking. In modo delicato, tocca i punti che a lui stanno più a cuore: i buchi neri e le battute di spirito. Dalla giovinezza alla vecchiaia, Eddie Redmayne tramuta e interpreta un Hawking forte, ambizioso, ma anche spaventato dalla malattia che fa ombra sulla sua vita. Atrofia muscolare progressiva e solo due anni di vita sono stati diagnosticati dai medici a un poco più che ventenne con un cervello immenso, ma spinto dalla voglia di sapere e aiutato dalla ex moglie Jane, Hawking è ancora qui, con una mente forte e inarrestabile, perchè non sempre servono gesti e movimenti per scoprire e creare qualcosa di meraviglioso. Ma un computer è indispensabile.

Consigliato caldamente a chi conosce e ama Hawking, a chi conosce e odia Hawking, a chi non sa manco come si pronuncia Hawking: soddisfazione garantita.

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