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Moi Je Joue

Domenica, 14 Febbraio 2016 12:58

Red power

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Il rossetto rosso è diventato oggetto di culto con una sua storia, una sua importanza. Coco Chanel disse: “Se siete tristi, se avete un problema d’amore, mettetevi il rossetto rosso e attaccate.”

Breve storia

Epoca dei Sumeri, 2800 a.c., nella tomba della principessa Shub-ad c’è una piccola scatola d’oro contenente una pasta fatta di polvere rossa, olio di sesamo ed essenza di rosa, con tanto di pennellino.

Presso gli antichi egizi, estasiati dalla cosmesi, le regine estraevano un siero rosso da diverse specie di coleotteri.

Nella Roma Imperiale il rossetto veniva messo anche alle statue degli Dei durante le celebrazioni religiose, mentre gli individui preferivano il “purpurrissimum” ottenuto dal solfuro di mercurio.

Dal IX al XIV secolo il rossetto fu proibito dai perbenisti della chiesa poiché le labbra rosse erano considerate simbolo di lussuria.

Nel XVII secolo il primo bastoncino, che ricorda il moderno rossetto, era una pasta semisolida a base di terra rossa(“terra di Parigi”) sopra ad un legnetto e seccata al sole. Fu proprio in quel periodo che la moda lo glorificò, grazie alla sua funzione estetica, dava brillantezza al viso, modificava la forma delle labbra.

Il rossetto rosso attraversò i secoli sempre in bilico sul filo del proibizionismo, finché nel 1910 si affermò definitivamente per opera di Roger & Gallet, che produssero il primo stick da labbra. Da quel momento le innovazioni iniziarono a susseguirsi, grazie ad Elizabeth Arden, che introdusse diversi tipi di nuance.

Il rossetto rosso si presenta negli anni ‘20 e ‘30 anche in gradazioni più scure, le bocche vengono scolpite a forma di cuore.

Negli anni ‘40 spiccano le tonalità rosso sangue e labbra notevolmente arrotondate. Negli anni ‘50 e ‘60 si sfuma di fucsia, arancione e rosso lacca creando l’effetto “labbra abbondanti”.

Insomma, la storia del rossetto inizia quando inizia la consapevolezza della bellezza nell’arte e nella persona.

Considerato l’apoteosi del make up per la sua forza espressiva legata a sentimenti di passione, il rossetto rosso conquista le labbra delle star, ma la vera ispirazione arriva, come sempre, dalle icone del passato.

Cleopatra fu la prima a essere sedotta dal fascino del rossetto rosso e lo ricavò dai pigmenti di coleotteri e formiche; a seguire Elisabetta I d’Inghilterra lo fece estrarre dalla cera d’api. Marilyn Monroe dedicava molte ore al trucco, grazie al prezioso aiuto del suo make up artist Whitey Snyder, ma il suo segno distintivo erano le labbra, che valorizzava con il rossetto rosso scarlatto. Dopo di lei un gran susseguirsi di labbra rosse, di diverse tonalità, ha valicato l’artefatto e desiderabile star system e ognuna a suo modo ha cercato di lasciare una traccia indelebile. Fu quindi la volta di Rita Hayworth, Elizabeth Taylor, Grace Kelly, Ava Gardner, Lana Turner, Joan Collins, Paloma Picasso (che fece del rossetto rosso il suo signature look e negli anni Ottanta lanciò una linea di lipstick in collaborazione con Lancòme), Madonna (che per il suo The Virgin Tour (1985) si tinse le labbra con il famoso Russian Red di MAC Cosmetics, un rosso cadmio più caldo del carminio).

 

Poppy King

Poppy King è di Melbourne, nota per le Poppy Industries, distributrici della sua linea di cosmetici negli anni ‘90. Creò il suo marchio a diciotto anni, perché desiderava rossetti dai colori saturi e scuri, in pieno stile anni ‘40, così, per ben dodici anni, fu identificata con il suo marchio “Poppy”. Nel 2002 lavorò a New York come direttore creativo di Estée Lauder, ma nel 2008 decise di rinnovarsi con un nuovo marchio chiamato Lipstick Queen.  L’intenzione di creare qualcosa di davvero speciale che guardasse ai desideri delle donne, senza appellarsi a stereotipi, la spinse verso la prima collezione, che intitolò the seven deadly sins, i setti peccati capitali. Il successo fu immediato. Rossetti, rossi soprattutto, ma anche nuance glossy, matite labbra, accessori per il trucco: il rosso perfetto, secondo la regina del rossetto, si trova provandolo sulle labbra e non sulla mano, perché deve essere in tonalità con il colore delle labbra e del viso. Perchè è così, purtroppo, il rossetto rosso non è per tutte. Ma come si sceglie quello perfetto?

Le passerelle di queste stagioni testimoniano sia che il rossetto rosso dona luce al viso senza l’aiuto di complementari, sia che permette di realizzare makeup molto diversi tra loro. Guardando le proposte, è facile notare che il rosso non ha più definizione stagionale, non è più aranciato per la stagione estiva e più scuro per quella invernale, anzi, le gradazioni, in entrambi i casi, variano inesorabilmente in base alla tipologia di viso, di labbra, di colore dei capelli, degli occhi e della pelle, in questo modo l’attenzione si sposta sul tono.

Per farla semplice, le tonalità chiare (come i rosa, i corallo e i pastello) aiutano a dare volume a bocche sottili o con poco turgore, soprattutto se la texture è lucida o semi-lucida. Chi ha una bocca carnosa, invece, può optare per colori scuri, dai bordeaux ai geranio spenti, e una texture mat. Ma i makeup artist mi strozzerebbero per essere stata così breve. Perciò, per consigli più dettagliati, scrivetemi!

 

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