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Lo Schermo Magico

Martedì, 01 Ottobre 2013 09:23

Il piacere (cinematografico) secondo me

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Il piacere (cinematografico) secondo me - 4.8 out of 5 based on 11 reviews
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Stavolta, invece di scrivere una recensione, voglio raccontarvi il mio punto di vista come spettatrice di film. Sarebbe poi molto bello se voi voleste raccontarmi il vostro, difatti sono sempre molto curiosa di conoscere i mille modi diversi e le emozioni con cui persone differenti vivono le stesse esperienze.

Innanzi tutto, per me è assolutamente necessaria preparare accuratamente la postazione dalla quale godrò della visione, che dev’essere innanzi tutto comoda, e poi dotata di quei “comfort” per me necessari a guardare il film in santa pace. Di solito mi piace accoccolarmi in poltrone e divani confortevoli tenendo davanti una sedia su cui distendere le gambe e un tavolinetto da un lato su cui poggiare, in ordine di importanza: pezzuola per pulire gli occhiali (mi si sporcano di continuo finendo, in un certo senso, per imbrattare anche il film!), cellulare (terribile doversi alzare durante la visione se il maledetto comincia a squillare!), bottiglietta d’acqua ( per l’analoga motivazione del cellulare), fazzoletti di carta nel caso il film sia particolarmente lacrimevole. Peccato soltanto che non siano stati ancora inventati strumenti atti ad espletare le proprie funzioni corporali continuando a stare seduti comodamente in poltrona! Come avrete capito, una volta che ho cominciato a guardare un film proprio non sopporto dovermi alzare.

Al cinema faccio a meno della sedia su cui distendere le gambe, ma la poltroncina dev’essere assolutamente comoda e…sì, in fondo quella è sempre comoda, fuorché nei cinema estivi all’aperto che, infatti, non ho molto in simpatia; nella borsetta, inoltre, non possono mai mancare gli oggetti sopra elencati. E i buonissimi popcorn – chiederete voi – non sono anche quelli elementi imprescindibili quando si è al cinema? Ah no, io non amo per nulla mangiare quando guardo un film perché, coerentemente al mio non essere per nulla “multitasking” (e in questo sono un po’simile agli uomini), non riesco a fare più cose contemporaneamente. Cioè, non è che se guardo un film finisco per confondermi e per infilarmi i popcorn nel naso o nella maglietta, questo ancora no, semplicemente non sono capace di godere di due cose al tempo stesso; dunque, se tutte le fibre del mio essere stanno traendo un gran benessere dalla visione, non sono in grado di apprezzare il gusto delle bontà che mi metto in bocca. Se questo mio discorso vi fa pensare che io sia strana…be’, non posso che darvi ragione, ma ancora non avete sentito niente! Difatti, un mio sottile piacere venato di un certo gusto masochistico consiste nell’interrompere il film sul più bello (cosa che, generalmente, evito di fare se sono in compagnia perché tengo alla mia integrità fisica) per procrastinare il momento clou. Metto pausa e rifletto sulle scene viste, macino riflessioni sui comportamenti dei personaggi e sulle situazioni e m’immagino cosa potrà accadere…naturalmente morendo di curiosità e  di impazienza! Mi rendo conto che ho un comportamento analogo anche quando leggo, inoltre mi capita spesso di attendere prima di aprire una mail che mi sta particolarmente a cuore o di rigirarmi fra le mani più e più volte un regalo appena ricevuto.

Ho notato che, in linea di massima, apprezzo maggiormente un film la seconda o la terza volta che lo guardo e ciò mi capita persino con quei film ricchi di suspense e colpi di scena. Com’è possibile? Questa apparente stranezza si spiega con il fatto che mi diverto ad analizzare il film per controllare  che il regista abbia fatto bene il proprio lavoro. Una volta che, avendo visto il finale, so dove il regista voleva “andare a parare”, osservo nuovamente le scene per vedere se tutto torna, se i comportamenti dei personaggi, i dialoghi, le situazioni si incastrano perfettamente gli uni con gli altri in modo tale da raggiungere perfettamente l’obiettivo che si era prefissato chi ha girato il film. Immagino che non vi stupireste se vi dicessi che, in alternativa alla copywriter, non mi sarebbe dispiaciuto diventare un’investigatrice!

Sapete, saranno secoli che, a casa mia, non guardo un film in italiano. Per me è importante sapere se un attore o un attrice impersona bene un personaggio, ma se il film è doppiato non è proprio possibile capirlo. In fondo, è soprattutto dalla nostra voce che facciamo trapelare i nostri sentimenti e anche la nostra personalità: gli occhi sono lo specchio dell’anima, mentre la voce ne è il suono. Ovviamente, se il film che voglio guardare è in coreano o in russo…poco mi importa di valutare la bravura dell’attore!

Quando avete apprezzato un film non avete un gran desiderio di informarvi minuziosamente sulla genesi della sua storia, sul regista e sugli attori, di andare a ricercare su Youtube la colonna sonora se vi ha particolarmente colpito, di leggere il maggior numero di recensioni possibili? Per me è una specie di rito cominciare a navigare nel web a “caccia” di informazioni immediatamente dopo la visione, magari è notte fonda ma non importa: in fondo, anche gli investigatori spesso si ritrovano a lavorare con il favore delle tenebre!    

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